Era inizio novembre 2025, quando ho incontrato l’autore della raccolta di racconti “Incroci di strade-Incroci di storie” (edito da Giuseppe Laterza), per parlarci del suo libro.
Si tratta del Prof. Pietro Quaglino: medico specializzato in Dermatologia e Oncologia, impegnato su più versanti: dall’insegnamento, all’attività ospedaliera e non soltanto. Sicuramente, almeno una volta nella vita, a qualche torinese sarà capitato di incontrarlo, o di farsi visitare da lui.
E’ un uomo molto sensibile e dalle grandi idee, come quella che gli è balenata, passeggiando tra le strade di Torino, la sua città.
Chi avrebbe mai immaginato di far parlare tra loro due personaggi storici, appartenuti ad epoche diverse, ai quali sono state intitolate le due vie di un incrocio?
Lo ha fatto egregiamente, in questa sua opera prima che lo vede agli esordi, come scrittore.
Ogni incrocio non è soltanto un riferimento sulla mappa cittadina, ma diventa un punto di incontro tra esperienze, culture, racconti di vita vissuta e destini che si fondono.
Il libro conta la presenza di dieci racconti anacronistici e fantastici, che dimostrano come le vie di una città possano diventare teatro di narrazioni connesse tra loro, dando origine ad un abbraccio umano e affettuoso tra passato e presente.
In questa dimensione “che non c’è”, si possono cogliere valori e sentimenti universali, che non conoscono epoca.
L’estrema naturalezza con la quale il nostro autore è riuscito a fondere contesti storici completamente diversi tra loro e la cura di dettagli che lasciano spazio all’immaginazione di chi legge, donano una ben chiara visione di ogni personaggio: dall’abito, allo stato d’animo, alla curiosità e allo stupore con cui ognuno di essi si è posto nei confronti dell’altro.
Tra gli incontri impossibili, per citarne qualcuno, quello tra il giudice Giovanni Falcone e il Re Vittorio Emanuele II, o tra Pietro Micca e San Francesco D’Assisi, e ancora tra Alberto Sordi e il Canonico Giuseppe Allamano.
La curiosità di scoprire come si sono approcciati personaggi così divergenti per cultura, epoca e storia, non può che essere tanta.
Questa opera offre, indubbiamente, soprattutto a chi non vive a Torino, la possibilità di conoscere meglio anche la città, seppure in una dimensione parallela e immaginaria, diventando un’esplorazione della memoria storica e dei valori umani.
E’ una lettura che saprà affascinarvi, fin dalla prima pagina.
