Banca d'Italia: risultati economici delle imprese a livello territoriale

da Redazione

Nel 2016, la crescita del valore aggiunto supera quella media nazionale (+4,8% rispetto al 2015) nel 41% dei comuni,

con una maggiore concentrazione nel Nord-est - soprattutto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia - dove le performance sono migliori anche per retribuzioni e produttività”, scrive la Banca d’Italia in merito alla relazione sui “Risultati economici delle imprese a livello territoriale”: “Il Lazio passa dalla terza alla seconda posizione nella graduatoria regionale del valore aggiunto (79,2 miliardi di euro), trainato da una rilevante crescita nei servizi”.
Nel contempo la Banca d'Italia rende noto che il debito delle Amministrazioni pubbliche è salito ad aprile di 14,8 miliardi rispetto a marzo, a 2.373,3 miliardi.

Nel 2016 il valore aggiunto nazionale generato dalle imprese industriali e dei servizi cresce, in termini nominali, del 4,8% rispetto all’anno precedente. Le variazioni più ampie si registrano al Centro e nel Nord-est (rispettivamente +5,8% e +5,2%).

Circa i due terzi della crescita è riferibile al settore dei servizi, particolarmente dinamico nella ripartizione del Centro (+6,6%).

La distribuzione territoriale del valore aggiunto rimane sostanzialmente invariata: in termini aggregati, il valore aggiunto nazionale è prodotto principalmente nelle regioni del Nord, ripartito tra il 37,5% del Nord-ovest e il 25,3% del Nord-est, seguono il Centro con il 20,7% e il Mezzogiorno con il 16,6%.

Il fatturato, in calo a livello nazionale, presenta un lieve incremento solo nel Nord-ovest (+0,3%), l’area del Paese che mantiene il peso più elevato su base nazionale. Le retribuzioni per dipendente sono pari a 25.900 euro in media Italia, con valori più elevati al Nord (29.300 euro nel Nord-ovest e 27.000 nel Nord-est). Rispetto al 2015, gli aumenti più significativi si registrano nel Nord est (+1,1%) e nel Nord ovest (+0,6%), nel Mezzogiorno le retribuzioni per dipendente rimangono sostanzialmente stabili (-0,1%) mentre diminuiscono dello 0,5% al Centro.

Quindi quattro regioni realizzano il 57,4% del valore aggiunto nazionale. Si tratta della Lombardia, che registra il livello più elevato (196,7 miliardi di euro), seguita da Lazio (79,2 miliardi di euro), Veneto (78,7 miliardi di euro) ed Emilia-Romagna (76 miliardi di euro).

La consistente crescita del Lazio rispetto all’anno precedente (+8,3%), ha determinato il sorpasso sul Veneto nella classifica delle economie regionali. Tuttavia, la regione che ha registrato la variazione più ampia è il Molise (+8,8%).

Nei servizi, la Lombardia consolida il primato in termini di contributo al valore aggiunto nazionale crescendo rispetto all’anno precedente del 5,7%.

In forte evidenza è il Lazio (+8,2%), che aumenta il suo peso sul totale nazionale di 0,4 punti percentuali, arrivando a rappresentare il 13,3% del valore aggiunto dei servizi in Italia. Tassi di crescita superiori alla media nazionale si registrano anche in Veneto (+6,7%), nella provincia autonoma di Trento (+6,6%) e in Calabria (+6,3%).

Nell’industria, le prime quattro economie regionali (Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna) fanno registrare un incremento, rispetto al 2015, di oltre 8miliardi di euro, che rappresenta il 70% della variazione totale del valore aggiunto nazionale dell’industria. Le maggiori variazioni positive, superiori alla media nazionale, si rilevano in Molise (+14,3%), Lazio (+8,6%) ed Emilia-Romagna (+5,5%).

Nel totale dell’economia, il livello più elevato di produttività apparente del lavoro si rileva in Lombardia (57,4 mila euro), a seguire nella provincia autonoma di Bolzano/Bozen (57 mila euro) e nel Lazio (51,5 mila euro), che primeggiano nei macro settori di industria e servizi.

Rispetto al 2015, la variazione più elevata della produttività si rileva in Molise (+5,8%) ed è attribuibile al settore industriale in cui la variazione occupazionale resta pressoché invariata a fronte di un rilevante aumento del valore aggiunto; seguono la provincia autonoma di Trento (+4,1%) e il Lazio (+4%).

Da Lombardia e Lazio oltre metà del valore aggiunto delle multinazionali estere

Le unità locali delle imprese multinazionali estere generano il 14,7% del valore aggiunto dell’economia italiana, concentrato soprattutto in Lombardia e Lazio che insieme coprono circa il 54% del totale nazionale. Le unità localizzate in queste due regioni assorbono poco più di un quinto del valore aggiunto delle rispettive economie regionali. Più contenuto il ruolo delle multinazionali estere nelle regioni del Mezzogiorno, che fanno registrare percentuali di valore aggiunto comprese tra il 4,1% della Calabria e il 9,2% della Sardegna.

Considerando il solo settore industriale per regione, le unità di multinazionali estere localizzate nel Lazio e in Piemonte pesano entrambe per il 18,9% sul valore aggiunto dell’industria.

Nei servizi, le unità locali della Lombardia generano circa un quarto del valore aggiunto dell’economia dei servizi, quelle del Lazio il 21,7% e quelle della Liguria il 20%.