Base Luna - preludio

di Piero Giuseppe Goletto

Abbiamo dimostrato, attraverso una panoramica culturale, che la Luna ha un’attrazione fortissima sull’uomo.

 Per raggiungere la Luna, però, non si può seguire il metodo immaginato da Jules Verne, un proiettile scagliato verso il nostro satellite e di fatto non facilmente controllabile.

 Inoltre a tutto il 1950 nessuno sa veramente se l’uomo può reggere alle accelerazioni necessarie per raggiungere lo spazio. Le basi teoriche dei viaggi spaziali vanno ricercate nel terzo principio della dinamica di Newton (non per niente nel film “Apollo 13” viene pronunciata la frase: “Mettiamo Sir Isaac Newton ai comandi”. Per dire che le leggi che comandano le astronavi sono quelle che ha scoperto il genio inglese).

 Il terzo principio della dinamica (o principio di azione e reazione o terza legge di Newton) afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Se si potesse per esempio dirigere un getto attraverso un ugello…

 Bene, questa era l’idea di Konstantin Eduardovich Tsiolkovsky (1857-1935) e Robert Hutchings Goddard (1882-1945) e in Europa Hermann Oberth.

 

Il primo scopre la cosiddetta “equazione del razzo” 

 

Questa equazione ci dice che l’incremento di velocità (il cui termine tecnico è “<delta-v>”), è proporzionale all’impulso specifico (a sua volta proporzionale alla spinta).

 

Il 16 marzo 1926 Robert Goddard fa volare il primo razzo a combustibile liquido che sfrutta precisamente questa legge fisica. 

Goddard fa molto di più: dota il suo razzo di giroscopi e di deviatori, progetta uno dei primi esempi di razzi a più stadi e tutta la componentistica che serve per costruire effettivamente un razzo utilizzabile.

 Hermann Oberth è un fior di matematico, come Konstantin Eduardovich Tsiolkovsky, ed è autore nel 1923 del trattato The Rocket into Interplanetary Space.

 Nella seconda guerra mondiale, in Germania, le ricerche di questi scienziati vengono “acquisite” da un gruppo di lavoro diretto da Wernher yon Braun, che sarà inventore della V2 (un’arma).

Per gli Americani era importantissimo impadronirsi delle tecnologie inventate da Von Braun.

Alla fine della guerra gli Americani  diedero  inizio  ad  un’operazione  segreta il cui scopo era reclutare  gli  scienziati  tedeschi  della Germania nazista, nelle fasi immediatamente successive al secondo conflitto mondiale e sottrarre all'U.R.S.S. durante la guerra fredda l'acquisizione dei progressi scientifici compiuti dai nazisti.

In questo modo gli Alleati poterono offrire a Von Braun e ai suoi collaboratori la possibilità di condurre le sue ricerche negli Stati Uniti: dal punto di vista militare la disponibilità dei missili è un vantaggio determinante in caso di combattimento e la II guerra mondiale purtroppo lo aveva dimostrato.

 La corsa alla Luna nasce nel contesto della guerra fredda. Per i millennial:  per guerra fredda si intende un periodo di tensione tra il blocco occidentale (Stati Uniti e paesi Nato) e il blocco sovietico (Unione Sovietica e  Patto di Varsavia) che  , pur non concretizzandosi mai in un conflitto militare diretto si incentrò negli anni sulla competizione in vari campi (militare, spaziale, tecnologico, ideologico, psicologico, sportivo) contribuendo almeno in parte allo sviluppo ed evoluzione della società stessa con l'avvento della terza rivoluzione industriale.

 La corsa allo spazio inizia il 4 ottobre 1957 con il lancio del satellite sovietico Sputnik 1. Gli Stati Uniti non stanno certo con le mani in mano e vedremo che appositi programmi spaziali condurranno allo sviluppo delle tecnologie che serviranno allo sbarco sulla Luna.

 La Presidenza John Fitzgerald Kennedy ideò il Programma Apollo, che offriva benefici economici (cioè: posti di lavoro) a molti Stati che sarebbero risultati importanti nelle successive elezioni, la chiusura del gap missilistico con l’Unione Sovietica attraverso l’introduzione di tecnologie idonee ad essere utilizzate sia per scopi pacifici che per scopi militari e ricadute importanti in campo scientifico e tecnologico.

 Kennedy dichiarò al Congresso che prima della fine del decennio un uomo sarebbe sceso sul suolo lunare. Il 12 settembre 1962 alla Rice University di Houston pronunciò il suo storico discorso:

“Abbiamo scelto di andare sulla Luna in questo decennio e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili, perché quell'obiettivo servirà ad organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e abilità, perché è una sfida che siamo disposti ad accettare, una sfida che non siamo disposti a rimandare e che abbiamo intenzione di vincere. [...] Ciò è in qualche misura un atto di fede e di visione poiché non sappiamo quali vantaggi ci attendano. [...] Ma lo spazio è la e noi lo scaleremo, la luna è là e là ci sono nuove speranze di conoscenza e pace. E Dio benedica questa avventura così pericolosa, che è la più grande in cui l’uomo si sia mai imbarcato”.

 

In quello stesso giorno venne inaugurato ciò che oggi è il Johnson Space Center della NASA: il “Controllo Missione” di tutte le spedizioni spaziali americane con equipaggio e quindi si occupa attualmente di seguire le attività della Stazione Spaziale Internazionale.

 In questa serie di articoli ripercorreremo il programma spaziale americano. Tuttavia occorre sottolineare importanti differenze tra questo programma e quello sovietico.

 Fondamentale è sapere che gli USA svolgevano il loro lavoro in pubblico, mostrando anche i loro insuccessi; l’URSS conduceva il suo programma spaziale nel segreto; le tecnologie scelte  e le modalità di atterraggio presentavano differenze rilevanti.

 La rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica ha portato allo sviluppo di tecnologie che hanno effettivamente migliorato la nostra vita: satelliti per telecomunicazioni, per la meteorologia, GPS, comunicazioni più efficienti, computer più piccoli. Conosciamo molto meglio di 50 anni fa il nostro sistema solare. Ma ricordiamoci sempre che molti vettori che oggi servono per lanciare satelliti commerciali e sonde per l’esplorazione spaziale sono utilizzabili anche per la guerra.