Harlock, seconda parte: il Lejiverso

di Giuseppe Piero Goletto

Elemento caratteristico dell’estetica e della narrativa di Matsumoto è la presenza di figure archetipiche: uomini audaci e attraenti per il “gentil sesso” i cui amici sono ometti piccoli e tarchiati, donne slanciate e bellissime. Tutte queste figure agiscono entro un vero e proprio multiverso narrativo a cui si fa usualmente riferimento con il termine “Lejiverso”.

 Dentro il “Lejiverso” esistono diverse incarnazioni di Capitan Harlock, ma tutte queste sono Harlock. Harlock è portatore di un messaggio etico, che riportiamo con le parole dell’autore: “Mio padre ha fatto la guerra e ha visto sparire la maggior parte dei suoi amici, questo ha avuto un impatto fortissimo su di me, sul mio bisogno di comunicare pace, ma anche sul bisogno di vivere intensamente. Dobbiamo proteggerci a vicenda e i miei personaggi cercano sempre di rispecchiare questo messaggio.”

Sembra di sentire la voce di Harlock quando Matsumoto dice che “La sostanza della vita è vivere, non è un processo per arrivare alla morte. “

 Nel film “L’Arcadia della mia giovinezza” – che si colloca nel tempo prima della serie animata - Harlock è un soldato dell’esercito della Federazione Solare e discende da un asso della II guerra monidale, Phantom F Harlock che durante il conflitto aveva stretto una profonda amicizia con un ingegnere giapponese: Toichiro Oyama. In futuro i conflitti non sono cessati tant’è che in questo Film Harlock si trova a combattere contro una civilità aliena. Harlock (il pirata spaziale) ritrova Toichiro, il quale ha costruito una micidiale astronave: l’Arcadia.

 Rinnegato dall’oppressivo e corrotto governo terrestre è su questa nave che continuerà le sue avventure.

 

Morendo, Toichiro trasferirà la sua mente entro il computer dell’Arcadia. Sicché l’Arcadia è viva e gioca un ruolo da coprotagonista nelle storie di Harlock. Lo stesso nome evoca il luogo utopico in cui regna la libertà.

 

Il fatto che Toichiro trasferisca la sua anima dentro una macchina è una conseguenza degli elementi culturali animistici presenti nelle filosofie giapponesi che danno estremo valore alla ricerca della spiritualità pura.

 

Un elemento rilevante nella storia del pirata spaziale è il rapporto tra Raflesia e Harlock.Sono avversari e nemici. Harlock tratta Raflesia come merita un dittatore che pur sapendo governare, calpesta i diritti  e le  necessità del suo popolo. Però sono leader naturali, grandissimi strateghi e combattenti, persone sole  (ricordiamo che Meeme è una confidente e non la fidanzata di Harlock).

Sono interessati  l’uno all’altra; il reciproco interesse è un elemento che emerge continuamente sia nel fumetto che nelle animazioni.

Raflesia è contraria a rapire Mayu perché è la nipotina di Harlock e, in effetti, quando mette in atto il sequestro, perde la stima di Harlock. Si rinsalderà, questo rapporto, solo nella penultima puntata.

 

James Garofalo, in un suo intervento su Animanga Italia sottolinea che Harlock è un guerriero con l’aspirazione alla pace che prova pietà per i colpevoli che cercano un riscatto. Il rispetto per l’Altro (chiunque sia) è in Harlock fondamentale, e sottolineiamo che il pirata spaziale sa essere punto di riferimento senza imporsi, senza soffocare la libertà di nessuno, capace di riportare la ragione e la saggezza anche nei momenti di crisi.

 

E’ consapevole della disperazione delle mazoniane e rispetta profondamente il nemico, concedendo la possibilità di fuga e soccorrendo i civili inermi schiacciati in una guerra che non appartiene loro. È questo il senso stesso della sua forza: “Io non uso la forza per offendere, ma per difendere. Per quanto malvagi siano gli uomini sulla Terra, io li proteggerò.”

 Centrale nella produzione di Matsumoto - non solo in Capitan Harlock - è il tema del viaggio. Non è un viaggio senza meta. E’ lo stesso Matsumoto a dire che “Tutte le storie che ho fatto sono un viaggio che non finisce mai. Sono parte di una unica storia della quale non ho intenzione di scrivere la fine, perché l’universo non ce l’ha. Ogni volta che scrivo qualcosa imparo cose nuove, sia nel disegno che nella costruzione della storia”.

 Si percorre l’infinito e in un certo senso il tema si incrocia con quello importantissimo della crescita. I personaggi partono da una condizione insoddisfacente e fanno un viaggio che è espressione del viaggio interiore: guardarsi dentro, accettarsi, accogliere il mondo e contribuire a migliorarlo.

 Un altro tema centrale nella produzione di Matsumoto è l’idea dell’eterno ritorno o se si preferisce della nuova primavera: la rinascita per avere nuove occasioni. Ne La regina dei Mille Anni Lamethal incrocia ogni mille anni la rotta della Terra; quando ciò accade si verifica una beve primavera (per il resto del tempo è inverno). Yayou Yukino è la Regina dei Mille Anni che eviterà la collisione tra Lamethal e la Terra diventando colei che introduce la meccanizzazione e conducendo alla ribellione le due figlie Maetel ed Esmeralda. Maetel farà da guida a Tetsuro in Galaxy Express 999, aiutandolo a crescere e a sconfiggere la Regina di Lamethal. Esmeralda è l’amante di Tochiro, l’inventore dell’Arcadia e grande amico di Harlock.

 

Galaxy Express 999 così come la saga nibelungica dedicata ad Harlock meritano un approfondimento a parte.