The Withe Wall: "La funzione della parola nel fumetto"

di Piero Giuseppe Goletto

Fulcro di tutta la manifestazione The White Wall è la parola, in tutte le forme in cui viene utilizzata. La domenica mattina è dedicata a due “mondi” in cui non sempre se ne colgono appieno ruolo e importanza.

Primo di questi “mondi” è quello dei videogiochi, ma non tutti.  La parola è centrale nei videogiochi di avventura e di ruolo, il cui scopo è narrare una storia attraverso un insieme di regole e passaggi che ne permettono lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi di gioco.

Nel momento in cui la metà di tutti i videogiochi venduti AL MONDO sono giochi di ruolo o di strategia con caratteristiche fantasy o fantascientifiche i loro contenuti, le loro meccaniche, le scelte narrative  e progettuali, sono di interesse generale.

Nello stesso tempo l’attenzione ai processi sottostanti al gioco di avventura e di ruolo potrebbe stimolare i giocatori più creativi a «fare il salto» e provarsi nella critica, nell’analisi, nella loro ideazione e realizzazione, che il mondo dell’open source rende fattibile a costi nulli, consentendo di imparare in modo proficuo la programmazione.  Non tutti sanno che una parte del codice originario della prima versione del sistema operativo Unix derivava dal videogioco Space Travel.

La prima parte di mattinata sarà quindi dedicata a guardare “sotto il cofano” dei giochi di avventura, dei giochi di strategia in tempo reale e dei giochi di ruolo. L’intervento si rivolge quindi sia ai giocatori, sia agli educatori, ai quali si ritiene interessi sapere a cosa realmente giocano i loro figli e i loro allievi, anche per evitare inutili demonizzazioni e chiusure pregiudiziali. Si tratta di un percorso che potrebbe risultare di non poco interesse anche nelle Scuole.

Modera la mattinata l’autore di queste righe, che sta scrivendo un saggio su questi temi, che guarda in via preminente alla narrazione benché va sempre più rendendosi conto di quanto siano importanti le meccaniche di gioco (e qui sarà divertente ragionarci su)

Il secondo “mondo” è quello del fumetto; il compito di spiegare in che modo le parole si traducono in nuvole disegnate è affidato a un artista di fama nazionale, Manfredi Toraldo, in arte Manf. che insegna sceneggiatura alla Scuola Comics di Torino. Ci chiederemo anzitutto cos’è una sceneggiatura, in che modo viene costruita e come interagiscono lo sceneggiatore e il disegnatore.

Manfredi Toraldo, detto MANf, comincia a lavorare nel mondo del fumetto nel 1992 ideando la serie fantasy 2700. Collabora con la casa editrice Lo Scarabeo, con la quale segue la produzione di alcune biografie di fumettisti e realizza il volume a fumetti La Sindone, una storia lunga 2000 anni sceneggiando per Sergio Toppi, Aldo Capitanio, Roberto De Angelis Giancarlo Alessandrini e Sergio Zaniboni.

Sceneggia numerosi Mazzi di Tarocchi, della cui produzione Lo Scarabeo è leader mondiale, collaborando con Giacinto Gaudenzi (Tarocchi di Dürer), Luca Raimondo (Tarocchi dell’Olimpo), Sergio Tisselli (Tarocchi Vichinghi), Severino Baraldi (I Tarocchi dei Draghi) e con Sergio Toppi (Tarocchi delle Origini, assieme a Piero Alligo).

Tra il 1999 e il 2002 realizza i sei numeri della prima miniserie del Fumetto Arcana Mater sempre per Lo Scarabeo. Dal 2004 al 2007 ha scritto racconti brevi e fumetti per ragazzi. Tra il 2008 e il 2009 pubblica due serie bimestrali sulla rivista “Clubba”, della banca Antonveneta.

Sempre nel corso del 2008 pubblica “La Storia di Chicco Bio” per il comune di Coseano, all’interno di un progetto di sostenibilità europea per i prodotti di origine biologica.

Dal 2010, a tutt’oggi, realizza l’albo a fumetti il Reparto di Pediatria dell’ospedale di Lucca che viene pubblicato ogni anno in occasione di Lucca Comics and Games e attualmente già alla sua ottava pubblicazione.       Dal 2013 sceneggiatore presso Sergio Bonelli Editore e nello stesso anno fonda le edizioni ManFont.

Nel 2016 realizza la sceneggiatura per la storia biografica a fumetti su Rita Levi-Montalcini dal titolo Rita Levi-Montalcini - Una donna di Frontiera pubblicato dalla Fondazione Ebri e dal Senato della Repubblica Italiana.

Manfredi Toraldo è profondo conoscitore delle meccaniche dei generi fumettistici e portatore di una profonda e condivisibile verità: narrare stimola  l’immaginazione e il fruitore può adottare punti di vista che possono anche essere differenti da quelli dell’autore. Punti di vista che possono trasformarsi in idee creative.